Berretti rossi in marcia: «Mai più sfruttamento»

Dopo gli incontri di ieri con Conte e Salvini proseguono le indagini della Procura

Berretti rossi in marcia a Foggia: partiti stamane da San Severo nelle zona del’ex ghetto di Rignano, sono arrivati davanti alla Prefettura di Foggia. Alcune centinaia i braccianti agricoli con indosso proprio quei berretti che utilizzano spesso per difendersi dal sole mentre si raccolgono pomodori per una paga decisamente troppo bassa. Il grido che ha accompagnato la marcia è stato “Prima gli sfruttati”, marcia nata già dopo l’incidente mortale sabato scorso sulla SP 105 per cui sono morti quattro lavoratori agricoli extracomunitari. Lunedì poi il nuovo tragico scontro tra un tir ed un furgone sulla SS16 che ha provocato la morte di ben 12 lavoratori agricoli extracomunitari, una mattanza in pochi giorni nel foggiano che ha scatenato una mobilitazione istituzionale e popolare di grande effetto. “Mai più sfruttamento” tra gli striscioni esposti durante la marcia di questa mattina a cui ha partecipato anche il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha assicurato che questa deve esser una battaglia di tutto il paese e non solo della Puglia. Sui due episodi, comunque, ci vuole veder chiaro anche la magistratura con due indagini della Procura di Foggia che viaggiano in parallelo.

Una per accertare la dinamica del terribile incidente stradale sulla SS16 di lunedì nei pressi di Ripalta, e la seconda per capire se c’è stata o meno una intermediazione illecita nel lavoro e dunque se c’è stato uno sfruttamento dei lavoratori. In sostanza se quei dodici braccianti agricoli extracomunitari fossero o meno nelle mani dei caporali. Tra i dodici lavoratori deceduti vi è anche Djoumana Djire quasi 36enne e residente ad Andria da diversi anni ed accolto in passato proprio da Casa Accoglienza Santa Maria Goretti.
Ieri, invece, a Foggia, un comitato straordinario per l’ordine e la sicurezza in Prefettura. Comitato che ha visto la partecipazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha fatto il punto sui provvedimenti da approntare per combattere al meglio la piaga del caporalato e dei trasporti in condizioni disumane.

Tappa foggiana, ieri, in tarda mattinata, anche per il Premier Conte che ha ricordato come sarà necessario incrementare i controlli anche attraverso nuovi ispettori del lavoro oltre alla necessità di rivedere proprio la Legge sul Caporalato che, ad ora secondo il Primo Ministro italiano, non avrebbe funzionato come necessario.