Bombe ai negozi, operazione antiracket contro i clan: 16 arresti

Operazione “Chorus” dopo gli atti intimidatori dei giorni scorsi

Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, dopo una “tempestiva indagine” coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, hanno eseguito una vasta operazione denominata ‘Chorus’ nei confronti dei responsabili di attentati incendiari a danno di esercizi commerciali di Foggia, estorsioni, rapine, armi e tentato omicidio che ha portato a 16 arresti.

Quattro foggiani, ritenuti legati al clan Moretti, sono stati arrestati per aver progettato un agguato sventato dieci giorni fa ai danni di un pregiudicato foggiano. Due degli arrestati sarebbero parenti di Rodolfo Bruno, il malavitoso assassinato il 15 novembre scorso alla periferia della città.

Altri tre arresti sarebbero direttamente riconducibili a un attentato dinamitardo e due incendi avvenuti nei primi giorni di gennaio, e anche a richieste di pizzo. Nell’ambito della stessa operazione, inoltre, altri quattro foggiani sarebbero stati raggiunti da ordini di custodia cautelare per detenzione di armi. Tra gli arrestati, infine, tre presunti rapinatori foggiani, e due uomini del Gargano per possesso di esplosivo

In città sono stati quattro gli attentati negli ultimi 10 giorni. L’ultimo episodio domenica 3 febbraio ai danni di un bar. Lo scorso 30 gennaio un ordigno artigianale era stato fatto esplodere nella notte davanti ad un negozio di elettrodomestici alla periferia. La deflagrazione ha sventrato la saracinesca in ferro e danneggiato l’insegna luminosa.

Il 25 gennaio, invece, il racket aveva colpito un negozio di articoli cinesi. Una bomba rudimentale era stata fatta esplodere davanti al negozio alla periferia di Foggia. Due giorni prima un’altra bomba aveva distrutto l’ingresso di un negozio di prodotti di bellezza e per parrucchieri già in passato nel mirino dei clan.