Blitz alla mafia foggiana: eseguite 50 misure cautelari

Operazione “Ares” della Polizia di Stato in 7 regioni italiane

Un’altra battaglia vinta dallo Stato nella guerra alla criminalità organizzata.

È di 50 persone arrestate il bilancio di un gigantesco blitz eseguito, nelle prime ore di questa mattina, dagli uomini delle Squadre Mobili di Bari e Foggia, che hanno messo le manette ad esponenti o persone legate alle famiglie malavitose operanti nel territorio di San Severo.

L’operazione, denominata “Ares”, ha visto impegnati oltre duecento agenti che hanno dato esecuzione ai provvedimenti cautelari, emessi dal gip di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Oltre che in Puglia, gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Milano, Rimini, Fermo, Ascoli Piceno, Campobasso, Pescara, Napoli e Salerno.

Tra i destinatari delle ordinanze, figurano elementi di primissimo piano della malavita sanseverese, come Giuseppe Vincenzo La Piccirella e Severino Testa, ritenuti vicini ai vertici del gruppo “La Piccirella”, ma anche Franco e Roberto Nardino, a capo dell’omonimo clan.

In base a quanto emerso nel corso dell’attività investigativa, gli indagati, facendo sistematicamente ricorso alla violenza, imponevano la loro leadership criminale sul territorio, sino ad arrivare all’eliminazione fisica dei rivali.

Diversi gli episodi a chiaro sfondo intimidatorio, accertati durante le indagini, come ad esempio il tentativo di estorsione ai danni di un commerciante, che si è visto danneggiare, a colpi di arma da fuoco, abitazione, negozio e auto.

L’inchiesta, partita nel 2015 dopo alcuni fatti di sangue avvenuti a San Severo, ha evidenziato l’importante ruolo ricoperto dai clan locali nei traffici di droga in Capitanata e come la spartizione degli ingenti profitti provenienti dalla vendita di stupefacenti fosse motivo di continue tensione tra i gruppi criminali.

È la prima volta che viene contestata l’associazione di tipo mafioso alla criminalità organizzata sanseverese, riconosciuta come assolutamente autonoma ed indipendente rispetto alle altre organizzazioni malavitose della provincia di Foggia.

Oltre che di associazione mafiosa, gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di estorsione, associazione finalizzata al traffico di droga, lesioni, danneggiamento e tentato omicidio.