Tragedia familiare ad Orta Nova: al via le indagini, disposte le autopsie sui corpi

Escluse già difficoltà economiche e debiti di gioco

Non aveva difficoltà economiche, né tantomeno debiti di gioco. Allo stesso modo, gli inquirenti escluderebbero l’ipotesi dei problemi di coppia e presunte crepe nei rapporti tra i coniugi.
Resta da far luce sulla vita professionale e personale di Ciro Curcelli, l’assistente capo della Polizia Penitenziaria che, la notte tra venerdì e sabato, ad Orta Nova, ha ucciso la moglie e le due figlie, di 12 e 18 anni, con la sua pistola d’ordinanza, per poi togliersi la vita sparandosi alla testa.

Le indagini, condotte dai Carabinieri, si stanno concentrando sull’ambiente lavorativo del capofamiglia, per verificare se l’uomo, negli ultimi tempi, abbia vissuto forme di stress o disagio. I colleghi, con i quali non aveva molti contatti, lo hanno descritto come una persona tranquilla anche se un po’ taciturna. In ogni caso, la guardia penitenziaria, anche sul lavoro, non aveva mai dato alcun segnale che potesse far presagire la tragedia.

Gli inquirenti hanno ascoltato il terzo figlio della coppia, il 26enne Antonio Curcelli, unico sopravvissuto alla strage perché vive a Ravenna: il ragazzo ha raccontato ai militari di non aver evidenziato, negli ultimi tempi, particolari situazioni di disagio o tensioni familiari. Circostanza confermata anche da alcuni vicini di casa, che hanno descritto l’agente come una persona per bene, dedita al lavoro e legata alla famiglia.

I cadaveri di marito e moglie sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Foggia, mentre quelli delle due figlie all’ospedale di “San Giovanni Rotondo”. A quanto si apprende, le autopsie saranno eseguite tra oggi e domani e, subito dopo, sarà dato il nulla osta per le celebrazioni dei funerali. Il sindaco del Orta Nova, Domenico Lasorsa, ha annunciato che, nel giorno delle esequie, sarà proclamato il lutto cittadino.