Due foggiani, Aldo Checchia di 29 anni e Domenico La Gatta di 47, sono stati arrestati dalla Dda di Bari e dalla Procura di Foggia perché accusati di estorsione con l’aggravante mafiosa a danno di costruttori, imprenditori e commercianti foggiani.

L’inchiesta, avviata grazie alla fondamentale collaborazione di alcuni imprenditori che hanno avuto il coraggio e la determinazione di denunciare alla Polizia di stato le richieste estorsive e le intimidazioni subite, ha permesso di accertare la piena operatività della “batteria” capeggiata dal 67enne Federico Trisciuoglio, che nonostante il regime di arresti domiciliari continuava ad impartire ordini ai propri affiliati gestendo le attività criminose e indicando gli imprenditori ed i commercianti da colpire con pressanti richieste estorsive.

L’inchiesta ha permesso di documentare la gestione del racket delle estorsioni come la riscossione di una vera e propria tassa di sovranità, registrando su un libro mastro la lista delle attività commerciali ed imprenditoriali estorte, e gli “stipendi” pagati agli associati.

Checchia per ordine del boss estorceva denaro a commercianti e imprenditori della provincia di Foggia, mentre La Gatta con le stesse modalità ha richiesto una tassa pari a 3 mila euro al mese a un trafficante all’ingrosso di stupefacente per poter svolgere la sua illecita attività. Dopo le formalità di rito il gip del Tribunale di Foggia ha disposto la detenzione in carcere per il primo e gli arresti domiciliari per il secondo.