Una drammatica sequenza di immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza sono state decisive per individuare i presunti autori della rapina ai danni di una tabaccheria di Foggia che portò poi alla morte, dopo qualche giorno di agonia, del proprietario Francesco Paolo Traiano. Il tabaccaio, nelle fasi concitate della rapina, fu colpito da diverse coltellate. Una di queste si rivelò letale visto che il 9 ottobre, l’uomo morì in ospedale. Cinque le persone arrestate questa mattina dopo le indagini, meticolose, svolte dalla Squadra Mobile della Questura di Foggia con il coordinamento della Procura foggiana e della Procura presso il Tribunale per i minorenni di Bari. Christian Consalvo ed Antonio Pio Tufo entrambi 21enni, Simone Pio Amorico 22 anni ed Antonio Bernardo classe ’97. Tutti foggiani così come un minorenne. I reati contestati ai cinque, a vario titolo, vanno dall’omicidio alla rapina, passando per il furto, la ricettazione, l’incendio ed il favoreggiamento personale.

Gli agenti hanno ricostruito minuziosamente le fasi precedenti e postume della rapina con appostamenti e pedinamenti anche notturni nonché l’utilizzo di sofisticati presidi tecnologici di tipo ambientale. La meticolosità nelle indagini ha permesso di individuare un quinto complice, che pur non essendo presente nella tabaccheria, ha fornito un apporto  significativo nella realizzazione del colpo. Erano le 14,10 del 17 settembre quando tre persone tutte incappucciate, entrarono nel bar tabaccheria “Gocce di Caffè”. Uno dei tre rapinatori, individuato nel minorenne, armato di coltello, colpì più volte il titolare dell’attività commerciale Francesco Traiano mentre gli altri due complici arraffavano il denaro dalla cassa. I tre poi fuggirono a bordo di un’autovettura guidata dal quarto complice. Gli inquirenti hanno accertato che il gruppo si divise subito dopo la rapina mentre in due abbandonarono l’autovettura nelle campagne prima di esser recuperati da un quinto soggetto. L’auto, una vecchia Punto, risultò rubata la sera prima sempre a Foggia e fu poi bruciata 12 ore dopo la rapina. Grazie, però, all’individuazione dei motorini utilizzati per il furto si è arrivati subito ad alcuni dei sospettati. Pedinamenti, intercettazioni ed, alla fine, perquisizioni, hanno permesso poi di completare il quadro accusatorio e ricostruire tutte le fasi della rapina oltre che i futili motivi che spinsero il gruppo criminale a compierla. Per quattro degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere per quinto  la misura degli arresti domiciliari.