Il pubblico ministero Bruna Manganelli ha chiesto la condanna a 5 anni e due mesi di reclusione per il 32enne Erjon Rameta, detto ‘Antonio l’albanese’, accusato di essere l’esecutore materiale di due attentati dinamitardi avvenuti a Foggia tra il 2019 e il 2020. Il processo si sta celebrando con rito abbreviato, che comporta uno sconto di un terzo della pena, davanti al gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. Il primo attentato attribuito a Rameta e’ quello ai danni del ristorante-friggitoria ‘Poseidon’, la notte del 12 novembre 2019; il secondo, avvenuto il 16 gennaio del 2020, è quello ai danni del centro diurno per anziani ‘Il Sorriso di Stefano’, che fa capo alla cooperativa sociale ‘Sanita’ Piu” amministrata da Luca Vigilante. Nel corso dell’udienza si sono costituiti parte civile Luca Vigilante, difeso dall’avvocato Giulio Treggiari, e ‘Sos Impresa Nazionale’. Nella precedente udienza preliminare si erano già costituiti parte civile l’associazione foggiana ‘Panunzio’, rappresentata dall’avvocato Mario Aiezza; e l’associazione Fai antiracket di Foggia diretta da Tano Grasso, di cui fa parte lo stesso Vigilante.