Calcio e criminalità. Le due parole tornano al centro della cronaca a Foggia, dove un altro episodio inquietante si è registrato ai danni di un tesserato alla società rossonera. Si tratta dell’oramai ex tecnico Roberto Boscaglia, finito nel mirino di alcuni malavitosi che, nella tarda serata di ieri, hanno fatto esplodere un grosso petardo nel cortile della sua abitazione, in zona viale Europa.

La deflagrazione ha danneggiato la finestra di un appartamento ma fortunatamente non ha provocato feriti. Dai primi riscontri, sembra che la bomba carta sia stata lanciata dall’esterno del complesso condominiale.

Le indagini sull’accaduto sono condotte dai Carabinieri, che hanno già acquisito i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza presenti nella zona.

Un atto intimidatorio certamente diretto all’ex allenatore, che proprio ieri sera ha rescisso consensualmente il suo contratto con il club, dopo i risultati deludenti delle prime cinque giornate del campionato di serie C, in cui la formazione di Boscaglia ha ottenuto appena 4 punti.

L’episodio riporta alla mente altri casi simili che, in passato, hanno coinvolto calciatori e dirigenti rossoneri. Il più recente, dopo quello di ieri, risale al 2 dicembre 2020, quando in piena notte venne incendiata la porta dell’abitazione dell’ex capitano del Foggia, Federico Gentile, che si trovava all’interno in compagnia della moglie e dei due figli. Una tragedia fortunatamente solo sfiorata, anche grazie all’intervento di alcuni vicini, che con dei secchi d’acqua riuscirono a spegnere tempestivamente le fiamme.

Prima ancora, il 10 marzo 2019, era stata la volta dell’attaccante Pietro Iemmello, a cui venne incendiata l’auto, una Mercedes nera, parcheggiata sotto casa.

La stessa notte, altre due potenti bomba carta vennero fatte esplodere nel giardino dell’abitazione del centrocampista Massimiliano Busellato (espulso nel derby perso il giorno prima contro il Lecce), e nei pressi del pastificio Tamma dei fratelli Fedele e Franco Sannella, all’epoca proprietari del Foggia Calcio che, alla fine di quella stagione sportiva, conclusasi con una dolorosa retrocessione in serie C, decisero di lasciare il club rossonero.