È stato estradato in Italia ed è detenuto in regime di 41 bis (il “carcere duro”) il boss della mafia garganica Marco Raduano, catturato il 1° febbraio scorso in Corsica, dopo circa un anno di latitanza. A darne notizia è stato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove che, attraverso una nota ufficiale, ha annunciato che il superboss è rientrato dalla Francia ed è stato immediatamente consegnato alle autorità italiane.

Delmastro ha anche evidenziato come con la cattura di Raduano, lo Stato abbia inflitto un duro colpo alla criminalità organizzata del Foggiano. “Mi auguro – è riportato nel comunicato del sottosegretario – che grazie al proseguimento delle indagini, possano essere individuati i fiancheggiatori che hanno favorito la latitanza del boss, affinché anche loro possano essere assicurati alla giustizia”.

Raduano era stato protagonista di una spettacolare fuga dal carcere di massima sicurezza di Badu ‘e Carros, a Nuoro. Il 24 febbraio 2023 il detenuto, che stava scontando una condanna definitiva a 19 anni di reclusione per traffico di droga, riuscì a calarsi dal muro di cinta del penitenziario con delle lenzuola annodate, per poi svanire nel nulla. L’evasione venne ripresa da una telecamera di sicurezza installata all’esterno della casa circondariale.

La sua latitanza è finita il 1° febbraio, quando è stato catturato dai Carabinieri del ROS (gli stessi che hanno arrestato il boss Matteo Messina Denaro), mentre si stava recando in un ristorante di Bastia, in Corsica. Un’operazione portata a termine in collaborazione con la Gendarmeria francese.

Assieme a Raduano, era stato catturato, qualche ora prima, anche il suo braccio destro, il 30enne Gianluigi Troiano, evaso dai domiciliari nel settembre 2021 a Campobasso, ed arrestato ad Otura, piccola località nei pressi di Granada, in Spagna. L’uomo era stato condannato a 9 anni e 2 mesi di reclusione nell’ambito del processo “Neve di Marzo”, dal nome dell’operazione che, nel 2019, aveva smantellato il clan capeggiato dal boss Raduano.