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Omicidi di mafia a Vieste, confessa il 38enne Iannoli: «Ho sparato io a Marino Solitro e Antonio Fabbiano»

I fatti di sangue risalgono al 2015 e al 2018

Arriva un colpo di scena in Corte d’Assise, a Foggia. Il 38enne viestano Giovanni Iannoli, imputato nei processi per gli omicidi di Marino Solitro e Antonio Fabbiano, avvenuti entrambi a Vieste nell’aprile 2015 e nell’aprile 2018, ha confessato di aver ucciso lui stesso entrambe le vittime, assumendosi la responsabilità dei fatti di sangue. “Ho sparato io”, ha detto il 38enne dopo aver chiesto la parola alla presenza del suo avvocato. La confessione è avvenuta davanti ai pm della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura di Foggia nell’ambito del processo sulla morte di Fabbiano, in cui Giovanni Iannoli è l’unico imputato. E’ in attesa di giudizio – con il pentito Danilo Della Malva – sull’omicidio di Marino Solitro. Gli agguati mortali avvennero nell’ambito della guerra di mafia che ha insanguinato la città garganica negli anni scorsi. Il 38enne viestano, reo confesso, è ritenuto elemento di spicco del clan contrapposto a quello del boss pentito Marco Raduano, quest’ultimo autore della fuga da carcere di massima di sicurezza di Nuoro a febbraio 2023, rintracciato e arrestato un anno dopo. In merito al caso di Antonio Fabbiano, Iannoli ha dichiarato di averlo notato appostato davanti a casa sua con un altro soggetto, e di aver agito contro di lui per anticipare le sue mosse, ovvero prima che Fabbiano colpisse nei suoi confronti. A fine udienza, il 38enne viestano si è rivolto alla Corte chiedendo scusa per aver fatto perdere tempo ai giudici.

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