Migliaia di persone, di fatto un’intera comunità, in marcia fino al Santuario per chiedere a San Pio una grazia: quella di salvare l’ospedale che il frate con le Stimmate volle a tutti i costi, Casa Sollievo della Sofferenza. Erano almeno in 4 mila, quelli che ieri sera hanno preso parte alla fiaccolata a San Giovanni Rotondo, promossa dai sindacati ma alla quale ha aderito l’intera popolazione del comune garganico e dei centri limitrofi. Sindaci in prima fila, dietro un fiume di gente che intende difendere a denti stretti un ospedale che ora si teme possa perdere medici e operatori dopo le scelte della governance e del direttore generale Gumirato. I problemi di bilancio hanno suggerito a chi ha il bastone di comando di mutare la contrattualistica: da marzo il personale vedrà il proprio contratto cambiare pelle, da quello ispirato alla sanità pubblica a quello delle case di cura private, ritenuto dai sindacati pregiudizievole, con meno tutele, buste paga più leggere e rischi sulla continuità e la qualità dei servizi ai cittadini.
La fiaccolata, partita da piazza dei Martiri e che ha raggiunto il Santuario della Madonna delle Grazie adiacente all’ospedale di Casa Sollievo della Sofferenza, è solo il primo atto della protesta. Il 9 gennaio sarà sciopero, nel frattempo sono pronti i decreti ingiuntivi per 5 milioni di euro di arretrati relativi ad adeguamenti contrattuali mai corrisposti. Una polveriera, insomma. Dove solo un ennesimo miracolo di Padre Pio può scongiurare il peggio.
