La morte di Simone Raucea, il 25enne foggiano travolto due sere fa da un’auto in prossimità delle strisce pedonali in via Scillitani, nel pieno centro di Foggia, riaccende il dibattito sulla pericolosità delle arterie cittadine e, soprattutto, sulla scarsa illuminazione e in molti casi il pessimo stato della segnaletica, in maniera particolare quella orizzontale. Strisce pedonali spesso invisibili, come si evince dalle immagini, in larga parte delle strade di Foggia. A cui va aggiunto lo stato malandato di molte principali vie cittadine, dove l’asfalto spesso è un optional. Non è tuttavia il caso di via Scillitani, dove il manto stradale, almeno quello, è in condizioni normali. Semmai in quella via nelle ore serali a predominare è il buio. Nel punto dove si è verificato l’investimento mortale insiste peraltro un semaforo che da tempo, raccontano i residenti della zona, è tuttavia non funzionante e spento. La tragedia ha alimentato nuovamente il dibattito anche sui limiti di velocità. Il consigliere comunale Nunzio Angiola da tempo chiede l’applicazione del limite a 30 chilometri orari, in maniera specifica in quelle vie considerate ad alto rischio dove le auto sfrecciano all’impazzata. Nel frattempo si continuano a contare morti. A poche centinaia di metri da via Scillitani, ad agosto scorso, un uomo di circa 50 anni fu travolto sulle strisce pedonali in via IV Novembre. Pochi giorni dopo, in seguito alle ferite riportate, morì. Stessa sorte per il povero Simone Raucea, un volontario dell’Admo rimasto privo di vita sull’asfalto. Ma cosa pensano i cittadini di Foggia? Si sentono sicuri?
La morte del giovane Simone Raucea apre la riflessione sulla sicurezza stradale
Strisce pedonali spesso “invisibili” e scarsa illuminazione
