Freddato mentre era a spasso col cane, a poche decine di metri dal portone della sua abitazione di via Caracciolo, in una delle zone semicentrali di Foggia, a pochissimi passi dallo stadio Zaccheria. Quattro colpi partiti da una pistola di piccolo calibro, indirizzati alle spalle e tutti a segno: è morto così Annibale Carta, per tutti Dino, di professione personal trainer. Il fatto di sangue è avvenuto ieri sera, poco prima delle 22. Incensurato, sposato e padre di due bambine, la più piccola di pochi mesi, era ben inserito nella società. Lavorava in una palestra della città e svolgeva attività di volontariato nella parrocchia di San Francesco Saverio. Dino Carta è descritto, da chi lo conosceva bene, come un uomo pacifico, tranquillo. “Viene da pensare che possa essersi trattato di uno scambio di persona”, raccontava uno dei tanti presenti ieri sera sul posto. Sull’omicidio indagano i Carabinieri, che hanno recuperato un caricatore, probabilmente perso dal killer. I rilievi degli uomini dell’Arma sono andati avanti per tutta la notte, gli investigatori sono al lavoro per capire la dinamica e il movente dell’omicidio: ascoltati parenti e amici della vittima. Ciò che gli investigatori vogliono capire è se ci sia stato un diverbio o meno tra vittima e omicida e se quest’ultimo fosse un conoscente di Dino Carta. Stamane sul posto ancora i segni e le tracce di sangue di un omicidio che ha provocato sgomento nella comunità e dai contorni tuttora misteriosi e da chiarire.

























