“Chi sa, parli: c hiunque sia in possesso di informazioni utili alle indagini si rivolga con fiducia ai Carabinieri”. E’ l’accorato appello dei familiari di Dino Carta, affidato ad una lettera aperta del loro legale, l’avvocato Michele Vaira. Chiedono alla città e agli organi di informazione di tenere alta l’attenzione sull’uccisione del 42enne personal trainer, colpito a morte in via Caracciolo, a pochi metri da casa, mentre portava a spasso il suo cane. Chi lo ha freddato, esplodendo da distanza ravvicinata 4 colpi alle spalle partiti da una pistola di piccolo calibro e tutti andati a segno? Al momento il killer non ha ancora un volto nè un nome. A condurre le indagini sono i Carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Foggia. Esclusa la pista della criminalità, al vaglio di investigatori ed inquirenti, alla ricerca del movente, tutte le altre ipotesi. Massimo riserbo, come è naturale in queste circostanze, ma indiscrezioni parlerebbero di un soggetto incappucciato che sarebbe stato immortalato da una telecamera di videosorveglianza mentre si allontanava a bordo di una bicicletta. Se sia collegato all’omicidio o meno è tuttavia da verificare. Chiedono nel frattempo giustizia i suoi cari ma anche un’intera città, sgomenta e che non si dà pace per l’uccisione di un uomo di soli 42 anni, devoto di Padre Pio, assistente durante le messe nella chiesa di San Francesco Saverio e che era stimato e apprezzato per la sua bontà da tutti coloro i quali lo conoscevano. Una città che chiede che si faccia chiarezza su quanto accaduto. Ancor più lo chiedono i suoi cari, che si appellano a chi può fornire elementi utili per ricostruire l’assassinio e dare presto un volto al responsabile.

























