C’è una possibile svolta nell’omicidio di Antonio Stefano Bruno, il 33enne foggiano ucciso la mattina del 29 aprile in una sparatoria avvenuta davanti all’officina di famiglia in località Quadrone delle Vigne, su via Cerignola, a Foggia. Per la morte del 33enne è indagato Giuseppe Robustella, manfredoniano di 43 anni, ex commerciante di prodotti ittici e attualmente ricoverato in ospedale proprio a causa di quella sparatoria, in cui rimasero gravemente feriti anche un fratello della vittima e il padre, tuttora in ospedale. Robustella fu arrestato in flagranza per il possesso di una pistola, adesso è sospettato di essere il presunto autore dell’omicidio e del duplice tentato omicidio. Per quelle che sono le ricostruzioni degli investigatori, avrebbe sparato e colpito i Bruno rimanendo a sua volta ferito. Inquirenti ed investigatori sono al lavoro per verificare se sia stato eventualmente lui a sparare e se lo abbia fatto per primo o per rispondere al fuoco. Robustella, che è tuttora ricoverato al Policlinico Riuniti, si allontanò a piedi sanguinante, salì su una Lancia Musa salvo poi fermarsi. Dodici i bossoli che furono ritrovati sull’asfalto la mattina dello scorso 29 aprile. Nella sparatoria che causò la morte di Antonio Stefano Bruno, rimasero feriti il fratello Saverio, colpito al torace e ricoverato in rianimazione e il padre Pasquale Bruno, che riportò ferite alle spalle e fu trasferito all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Si attendono intanto gli esiti dell’autopsia sul corpo della vittima.
Un ex commerciante ittico di Manfredonia sospettato dell’omicidio di Stefano Bruno
E' stato iscritto nel registro degli indagati
