Quanti alberi sono stati abbattuti a Foggia negli ultimi tre anni? Quanti sono stati ripiantati per compensare i tagli? E quante perizie tecniche hanno giustificato l’azione delle motoseghe? A queste domande, basilari per una corretta gestione del verde urbano e per il contrasto alle ondate di calore, il Comune di Foggia non saprebbe rispondere. O meglio, non possiederebbe un archivio aggregato in grado di farlo. E’ quanto denuncia la sezione locale del WWF, che dopo aver presentato formale istanza di Accesso agli atti all’Assessorato all’Ambiente, si è vista rispondere dall’Ente che la normativa vigente “non comporta l’obbligo di procedere alla formazione di nuovi documenti ovvero alla predisposizione di elaborazioni, ricostruzioni o report riepilogativi non già esistenti”.

Tradotto: a Palazzo di Città, spiegano dal WWF, manca un registro, un report o un database aggiornato sul patrimonio arboreo.

Per il WWF Foggia si tratta di un fatto “gravissimo”, che mette a nudo due falle amministrative. La prima riguarda la diretta inosservanza della normativa nazionale. La seconda, sempre a parere del WWF, quella invece relativa alla spesa pubblica. Gli ambientalisti puntano il dito contro il maxi-bando per il verde pubblico da oltre otto milioni di euro, un iter attualmente sospeso dal TAR.

Il tutto si consuma mentre Foggia continua a soffocare nella morsa delle isole di calore estive. L’accusa rivolta all’Assessorato all’Ambiente è quella di portare avanti una gestione in “perenne emergenza”, fatta di deroghe e priva di una visione strategica o di un vero e proprio piano del verde. Il WWF ricorda poi il destino del “Patto Verde”, un documento programmatico che, secondo l’associazione, è stato disatteso.