Nessuna sospensione del processo nè perizia psichiatrica. È una linea di assoluta fermezza quella adottata dal Gup del Tribunale per i minorenni di Bari nei confronti dei due quindicenni foggiani accusati del feroce pestaggio ai danni di Andrea Tigre, il diciannovenne aggredito e sfigurato senza alcun motivo la sera del 26 settembre 2025. Rigettata l’istanza di messa alla prova avanzata dai difensori dei minori, che avrebbe consentito di sospendere il processo e, in caso di esito positivo di un percorso riabilitativo, di estinguere il reato. Negata anche la perizia per accertare la capacità di intendere e di volere di uno degli imputati.

L’aggressione non aveva un movente reale, se non quello di “cercare una vittima da aggredire al solo fine di divertirsi e prevaricare il prossimo”, come evidenziato dal Gip nell’ordinanza cautelare che ha portato i due giovanissimi in comunità il 1° aprile 2026.

Tutto ebbe inizio intorno alle 23 del 26 settembre scorso. Il terzetto di aggressori — composto dai due quindicenni e da un tredicenne, quest’ultimo non imputabile per via dell’età — incrociò Andrea Tigre e due suoi amici. Partirono gli insulti immotivati. Alla risposta pacata del diciannovenne, che chiese semplicemente di essere lasciato in pace, scattò la furia del branco. L’aggressione provocò alla vittima fratture a tempia, zigomo e naso, un intervento chirurgico d’urgenza e una prognosi di 70 giorni. Subito dopo aver lasciato il giovane in una pozza di sangue i tre raggiunsero un locale per consumare un kebab, come se nulla fosse accaduto.

Dagli atti dell’inchiesta emerge il profilo dei due quindicenni, accusati di concorso in lesioni. Nonostante la giovanissima età hanno già riportato condanne in primo grado: uno dei due è stato condannato a 2 anni per una rapina, l’altro a 3 anni per una tentata estorsione, connessa alla restituzione di un’auto rubata.

Per l’aggressione a Tigre l’udienza è stata rinviata in autunno, quando è attesa la sentenza.