Il caso “Parco Città” accende la miccia su nuove polemiche al Comune di Foggia. Con la determina del 17 agosto, il Comune ha assegnato la concessione della struttura all’ATS guidata dalla Comunità sulla strada di Emmaus. Un esito che ha scatenato la dura reazione di Fratelli d’Italia, che accusa apertamente l’amministrazione comunale di “familismo”.
Secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia, all’interno dell’ATS figurerebbe l’ente di terzo settore L’Aquilone, presieduta da una parente dell’assessora alla Cultura Alice Amatore. «Tutto cambia perché nulla cambi», attaccano i meloniani, denunciando un presunto intreccio tra ruoli istituzionali e incarichi pubblici affidati dal Comune di Foggia, sul quale chiedono sia fatta chiarezza.
L’offensiva si sposta poi sul piano contabile. Il partito denuncia un debito pregresso di circa 25mila euro per la TARI che, a loro dire, sarebbe stata evasa dal 2019 al 2024. Nonostante un’apposita segnalazione del dirigente Di Cesare, l’allarme sarebbe caduto nel vuoto. Fratelli d’Italia contesta la mancata estromissione dei presunti debitori dal bando, profilando un possibile danno erariale da segnalare alla Corte dei Conti. Alla luce di quanto denunciato, Fratelli d’Italia chiede ora l’esclusione formale dell’ATS aggiudicataria.
