Una vacanza da sogno trasformata in un incubo, culminata nella beffa di una giustizia negata. È l’odissea di una ragazza di Ascoli Satriano di 21 anni, di nome Sofia. Sarebbe stata brutalmente aggredita dall’ex compagno in crociera ma è vittima però di un paradosso legale. Dopo aver denunciato quanto accaduto, il gip del Tribunale di Foggia ha archiviato l’inchiesta per “difetto di giurisdizione”: la violenza si sarebbe consumata in acque fuori dai confini nazionali, rendendo impotente la magistratura italiana.
I fatti risalgono a febbraio dell’anno scorso. La ragazza si era imbarcata a Bari con il fidanzato. La sera prima del rientro, le presunte violenze che hanno provocato alla giovane la rottura del setto nasale e varie escoriazioni: l’uomo, dopo una discussione a cena, avrebbe prima rifilato uno schiaffo alla ragazza e poi, una volta in cabina, l’avrebbe picchiata selvaggiamente, accusandola per folle gelosia di aver guardato un altro passeggero. A questo si unirebbe poi la violenza economica: l’ex compagno era anche il suo datore di lavoro e le avrebbe spietatamente rinfacciato la dipendenza finanziaria.
Nonostante la coraggiosa denuncia, la giovane donna è stata però costretta a sbattere contro il muro del diritto marittimo: in acque internazionali vige la legge dello Stato di bandiera. Disperata, la giovane ha scritto al Presidente Mattarella, alla premier Meloni e al ministro Nordio, implorando un aiuto.
