Milleseicento dipendenti diretti, duemila unità complessive contando i lavoratori delle imprese appaltatrici. Il futuro del polo FPT, l’ex Sofim di zona Incoronata a Foggia, cuore pulsante della motoristica per veicoli commerciali leggeri, si trova a un bivio decisivo. Con il via libera della Consob all’offerta pubblica di acquisto e l’imminente visita di una delegazione ufficiale di Tata Motors, fissata per il prossimo 15 settembre, il passaggio del gruppo nelle mani indiane entra nella fase cruciale. Se da un lato il colosso asiatico ha offerto rassicurazioni formali escludendo la chiusura di impianti o riorganizzazioni strutturali orientate al ridimensionamento della forza lavoro, dall’altro restano vive le preoccupazioni. Ad agitare alcuni rappresentanti sindacali e a turbare il sonno delle tute blu è soprattutto il fattore temporale: l’impegno di Tata Motors a blindare i livelli occupazionali è infatti circoscritto a un arco temporale di appena due anni dal perfezionamento dell’acquisizione. Un termine considerato troppo breve per un presidio industriale ed economico così strategico per il territorio di Capitanata. Dalla Fiom Cgil chiedono certezze e garanzie strutturali a lungo termine.
Sbarcano gli indiani di Tata Motors: il colosso indiano ha acquisito il gruppo Iveco
Ma quale è il futuro dei lavoratori dell’ex Sofim?
