Home Cronaca Milano, la Guardia di Finanza scopre una “banca occulta”: 30 persone arrestate

Milano, la Guardia di Finanza scopre una “banca occulta”: 30 persone arrestate

Tra cui l’autista del Gip del Tribunale. L’indagine “svela” anche contatti e “acquisti” della criminalità foggiana

Armi destinate alla Società Foggiana, garantite da una sofisticata rete internazionale di riciclaggio. È lo scenario svelato dalla maxi-operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, che ha decapitato un presunto sistema clandestino al servizio di ‘ndrangheta, camorra e mafia dauna. L’inchiesta, che conta 30 misure cautelari, 16 in carcere e 14 ai domiciliari, eseguite all’alba di oggi dalla Guardia di Finanza di Milano e Monza Brianza, evidenzierebbe il salto di qualità dei clan: tra gli indagati figura Maurizio Mainiero, foggiano, ritenuto vicino al clan Sinesi-Francavilla: per l’accusa avrebbe acquistato un’arma da uno dei principali indagati, il calabrese Giuseppe Piscioneri, e lo avrebbe fatto per conto di Antonello Francavilla, uno dei capiclan della Società foggiana.

Il fulcro della “banca ombra” invece si celava dietro un autonoleggio a Pero, in provincia di Milano. Qui referenti delle cosche crotonesi e dei Casalesi, affiancati da complici cinesi e albanesi, avrebbero gestito flussi colossali: 110 milioni di euro in fatture false e 68 milioni trasferiti all’estero. Il meccanismo era oliato: le imprese clienti avrebbero provveduto a saldare fatture fittizie con bonifico per abbattere gli utili, l’organizzazione restituiva loro i contanti, derivanti in gran parte dal narcotraffico, trattenendo una preziosa commissione compresa tra il 2% e il 5%.

I capitali venivano poi dirottati verso conti in Lussemburgo, Lituania e Germania, per essere convertiti in criptovalute su portafogli digitali, aggirando l’antiriciclaggio. L’indagine, condotta da 350 finanzieri con il supporto di Spagna e Svizzera, ha inoltre smascherato due “talpe”: un dipendente del Tribunale milanese, autista dell’ufficio Gip, e un ex militare, accusati di aver venduto segreti d’ufficio per proteggere l’intero sodalizio.

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