Mancano medici e il fatto che la comunità sia costretta a rivolgersi ad altri comuni per effettuare visite e ricevere prestazioni sanitarie è diventato intollerabile, tanto da spingere il sindaco Emilio Di Pumpo a lanciare un vero e proprio allarme. Accade a Torremaggiore, nel Foggiano, dove la situazione, soprattutto nel Punto di Primo Intervento è critica proprio per la carenza di personale medico. A nulla sono servite finora le sollecitazioni fatte dal primo cittadino del comune dell’Alto Tavoliere al direttore generale dell’Asl di Foggia, Nigri e all’assessore alla sanità della Regione Puglia, Piemontese. Le carenze riguardano non solo il Punto di Primo Intervento ma anche la Guardia Medica e il 118, oltre che in generale il Presidio Territoriale di Assistenza. Nell’ultimo periodo, poi, ha spiegato il sindaco di Torremaggiore, il Punto di Primo Intervento è stato fortemente penalizzato dalla carenza di due medici. Situazione aggravata dal fatto che i medici di guardia assegnati risultano assenti per malattia, con evidenti ricadute sulla continuità del servizio. Un quadro che rischia di diventare ulteriormente più critico a partire da febbraio, quando andrà a scadenza la deroga che consente ai medici corsisti di Medicina Generale di superare le 96 ore di lavoro mensili. Tutto ciò – ha spiegato Di Pumpo – è inaccettabile, ancor più per un comune che è punto di riferimento anche per diversi comuni limitrofi. Lo stesso primo cittadino ha convocato per dopodomani un incontro con la Consulta della Salute in Comune per richiedere risposte concrete a tutela del diritto alla salute dei cittadini.