Assalti ai bancomat ma anche il sospetto che i contrasti tra presunti ladri possano essere sfociati in omicidio. E’ quanto aleggia sull’indagine dei carabinieri, coordinata dalla Procura di Foggia e sfociata nel fermo di 5 giovani: sono accusati di essere i componenti di una banda che tra settembre e ottobre scorsi ha colpito tre istituti di credito, uno nel Foggiano, ad Ascoli Satriano, altri due fuori regione e precisamente a Guardia Sanframondi, nel Beneventano e a Potenza Picena, nelle Marche. L’inchiesta conta complessivamente 13 indagati. Quattordici sono invece i capi d’imputazione, per sette persone viene contestata l’associazione a delinquere.
Il pubblico ministero della Procura della Repubblica di Foggia, Roberta Bray, ha disposto il fermo per 5 giovani foggiani, residenti tra Borgo Mezzanone, Carapelle e Orta Nova. L’accusa poggia su intercettazioni, video e analisi dei tabulati telefonici. Alcune dichiarazioni rese da testimoni farebbero peraltro emergere presunti contrasti legati ad un debito tra uno degli indagati e Faik Isenovski, il 27enne italiano ma di origini macedone ucciso a Borgo Mezzanone il 17 agosto scorso. Solo un’ipotesi, al momento, tutta da verificare. Quello degli assalti ai bancomat è ormai una delle piaghe del territorio pugliese. Solo nel Foggiano, nello scorso anno, sono stati oltre una ventina gli assalti a banche e uffici postali.




























