Due anni dopo il dolore è ancora forte ed è tutto negli occhi del papà e dei familiari, presenti in prima fila. Manfredonia non dimentica uno dei suoi figli, il maresciallo del Carabinieri Francesco Pastore, morto nella notte tra il 6 e il 7 aprile di due anni fa con il collega, l’appuntato salentino Francesco Ferraro, travolti in una strada tra Campagna ed Eboli, in Campania, da un Suv guidato da una donna che risultò poi positiva ad alcool e sostanze stupefacenti. In seguito, quel devastante impatto causò la morte anche di una terza persona, un automobilista. Francesco Pastore aveva appena 25 anni, 31 il suo collega. La divisa, per Pastore, era una questione di pelle e di famiglia: anche il papà presta tuttora servizio presso la caserma di San Giovanni Rotondo. Commozione e ricordo stamane in via Santa Restituita, nello stesso luogo che custodisce un monumento dedicato ai due giovani e sfortunati carabinieri. Una messa in loro suffragio ma anche un messaggio, quello che intende lasciare il sindaco di Manfredonia, La Marca.
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