Sarà fissata nei primi giorni della prossima settimana l’udienza di convalida del fermo a carico di Antonio Fortebraccio, la guardia giurata di 48 anni accusata dell’ omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale della moglie, Stefania Rago, la 46enne ammazzata a colpi di pistola in un’abitazione posta al quarto piano di un palazzo in via Salvemini, a Foggia. L’uomo si trova rinchiuso in carcere, dove è stato tradotto dopo un interrogatorio fiume, durato oltre 6 ore. E’ difeso dall’avvocato Rosa Archidiacono. Il reato di omicidio volontario, aggravato dal vincolo coniugale, potrebbe nelle prossime ore essere rubricato in femminicidio. La relazione tra i due coniugi, anche per quanto raccontato dal papà di Stefania Rago, sarebbe entrata in crisi per la gelosia ossessiva di Fortebraccio. La moglie era intenzionata a separarsi dal marito.

Intanto sull’ennesimo fatto di sangue è intervenuto il Vescovo dell’Arcidiocesi Foggia-Bovino, monsignor Giorgio Ferretti. “Troppe le armi in città”, ha detto ai microfoni di Telesveva.