Home Cronaca Un’interdittiva antimafia sbagliata provoca la chiusura di un frantoio e 15 licenziamenti

Un’interdittiva antimafia sbagliata provoca la chiusura di un frantoio e 15 licenziamenti

«Sono disperato e chiedo solo giustizia»

Un incubo sfociato in disperazione: è quello vissuto da Michele Quitadamo, un giovane imprenditore agricolo e titolare di un frantoio a Monte Sant’Angelo. Tutto ha origine da un’interdittiva antimafia legata unicamente a lontane parentele. Dopo aver superato una prima misura nel 2021 con una piena riabilitazione, Quitadamo ha subito un secondo stop nel settembre 2023, annullato poi in via definitiva dal Consiglio di Stato nel gennaio 2026. La suprema giustizia amministrativa gli ha dato ragione, ma la macchina statale, per quello che è il suo racconto e quello del suo legale, Michele Sodrio, sarebbe rimasta immobile. Nonostante i ripetuti solleciti, la Prefettura di Foggia non avrebbe ancora provveduto a cancellare il suo nome dalla cosiddetta black list. A causa di tutto ciò il frantoio è stato costretto alla chiusura, quindici dipendenti sono stati mandati a casa, i contributi sono stati bloccati e all’azienda viene negata persino l’autorizzazione per il gasolio agricolo, vitale per la sopravvivenza delle colture. Uno sfogo amaro, quello dell’imprenditore, che chiede unicamente giustizia e la possibilità di riavviare le sue attività.

Exit mobile version