Home Attualità La Capitanata brucia ma il paradosso è che mancano gli operai forestali

La Capitanata brucia ma il paradosso è che mancano gli operai forestali

«Situazione drammatica, Decaro e l’assessorato all’Agricoltura trovino soluzioni»

L’estate volge al termine ma in Capitanata il bilancio degli incendi resta drammatico. Anche quest’anno, roghi di natura spesso dolosa hanno devastato il territorio, riproponendo un nodo irrisolto: la grave carenza di prevenzione strutturale.

Se la macchina dei soccorsi vede in prima linea diverse forze operative, la vera criticità si concentra a monte, nelle fasi di avvistamento e manutenzione affidate all’ARIF. I numeri del compartimento di Foggia sono impietosi: alla sua nascita, nel 2010, l’Agenzia poteva contare su 230 operai forestali. Oggi, la forza lavoro a tempo indeterminato si è drasticamente dimezzata, scendendo a 120 unità distribuite su un territorio vastissimo che comprende 61 comuni. Di fatto, appena due operatori per ogni amministrazione locale.

Per tamponare la falla si ricorre puntualmente all’assunzione di lavoratori stagionali. Una pezza che però non basta a fermare i disastri, come dimostrato dagli ultimi roghi, costati centinaia e centinaia ettari di vegetazione. La tutela del territorio non può tradursi in una semplice rincorsa estiva all’emergenza, ma necessita di un presidio costante per tutto l’anno. È questo il grido d’allarme lanciato dai sindacati di categoria, che chiedono a gran voce assunzioni stabili per proteggere realmente le aree boschive.

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