È attesa per gennaio la sentenza della Corte d’Assise di Foggia sull’omicidio dell’81enne Rachele Covino, uccisa il 25 maggio 2024 a San Giovanni Rotondo. Il processo a carico del 46enne Fabio Carinci si avvia alla conclusione con la richiesta della pm Anna Landi: l’assoluzione per vizio totale di mente perchè al momento dei fatti l’imputato era incapace di intendere e volere per una psicosi indotta dall’abuso di sostanze stupefacenti su un preesistente disturbo borderline. La Procura ha invocato il ricovero in una struttura psichiatrica per pericolosità sociale. Si oppone la parte civile, per cui l’assunzione volontaria di sostanze non esclude l’imputabilità, chiedendo un risarcimento di oltre un milione di euro.
E’ drammatica la ricostruzione dei trenta minuti di terrore di quel primo pomeriggio di due anni e mezzo fa. Carinci, in totale stato confusionale, nudo e sanguinante per aver infranto vetrate e colpito auto, seminò il panico in strada. Dopo aver tentato di introdursi in un’altra abitazione, prese di mira la casa dell’anziana. L’uomo sfondò a calci il portone e spinse violentemente la donna contro una credenza. Caduta a terra, si accanì su di lei colpendola alla testa con pugni e calci. Un’aggressione letale aggravata dalla crudeltà e dalla vulnerabilità della vittima, terminata solo grazie all’intervento dei carabinieri che bloccarono Carinci dopo un’animata colluttazione.
