Conte nella sua Capitanata: dal governo 280 milioni per rilanciare il territorio

Conte nella sua Capitanata: dal governo 280 milioni per rilanciare il territorio

Il premier firma il Contratto istituzionale di Sviluppo: 43 i progetti finanziati

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sarà stamane alle ore 11.30 in Prefettura con il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, per la firma del Contratto istituzionale di sviluppo della Capitanata insieme ai rappresentanti delle autorità locali e al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. L’accordo libera risorse per 280 milioni di euro. Il premier sarà accompagnato nella sua visita istituzionale in Capitanata dall’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri (la società della Presidenza del consiglio che si è occupata dell’istruttoria dei progetti presentati dagli enti locali) e dal capo del cerimoniale di Palazzo Chigi, Gerardo Capozza che hanno finora svolto un’azione di cerniera fra la Presidenza del consiglio e la cabina di regia degli enti locali presieduta dal presidente della Provincia, Nicola Gatta.

Il Cis, come si ricorderà, finanzia in Capitanata 43 interventi programmati, in larga parte la somma stanziata è destinata alla riqualificazione e ammodernamento di numerose strade. Nel budget complessivo rientrano anche le somme occorrenti per la progettazione della strada Regionale 1, non inserita nel primo lotto dei finanziamenti (il collegamento tra i due caselli di Poggio Imperiale e Candela) la cui realizzazione sarà assegnata dal governo all’Anas che impiegherà risorse proprie ed alla quale la Provincia ha già trasferito gli atti per il trasferimento delle competenze oggi in capo all’ente di Palazzo Dogana. Nel pacchetto degli interventi è stata inserita anche la bonifica dell’area di borgo Mezzanone, quando sulla vecchia pista militare saranno state sgomberate le baracche abusive. In quella che è considerata la “terra di nessuno” sono attualmente ospitati oggi circa duemila extracomunitari: spesa prevista per questo intervento non inserito nei primi 43, circa 3 milioni di euro rivenienti dalla rimodulazione delle somme del «Cis».