Conferma delle condanne in via definitiva per una coppia di San Severo, ritenuta colpevole di aver percepito indebitamente il Reddito di Cittadinanza. I giudici della Corte di Cassazione hanno infatti dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla difesa contro le decisioni della Corte d’Appello di Bari. La vicenda risale alla primavera del 2019, quando i due erano riusciti a incassare il sussidio omettendo beni e alterando fraudolentemente la composizione del proprio nucleo familiare. La donna, nello specifico, aveva inserito nella dichiarazione un figlio che in realtà risiedeva altrove già dal 2015 e aveva accuratamente evitato di dichiarare varie proprietà immobiliari, tra cui quote di un appartamento, un garage e alcuni terreni. L’uomo aveva invece omesso di segnalare all’Inps le automobili a lui intestate. Tutto ciò aveva permesso alla coppia di aggirare le norme, incassando un sussidio poi revocato. Gli avvocati hanno tentato di invocare l’assenza di dolo specifico, sostenendo che gli imputati ignorassero le reciproche omissioni. La Suprema Corte ha invece bocciato la tesi: la stretta contiguità temporale tra la dichiarazione sostitutiva unica e la domanda prova un piano condiviso per un illecito vantaggio. Confermata la recidiva reiterata a carico dell’uomo per i suoi precedenti penali.