Un’insidia dal sapore tropicale, veicolata dalle ali della zanzara tigre, ha fatto scattare l’allerta in Puglia, dove la macchina della prevenzione ha già alzato i propri scudi. Con ventidue casi di febbre Dengue accertati nel Salento, la regione si trova a fronteggiare il primo vero focolaio a trasmissione locale della sua storia recente. A veicolare il virus è un insetto la cui presenza è ormai strutturalmente radicata lungo le fasce costiere del territorio sin dagli anni Novanta.
Di fronte a questo scenario, la risposta del sistema sanitario non ha lasciato spazio ad alcun allarmismo, puntando tutto su tempestività e competenza. Il centro nevralgico della controffensiva ha sede a Foggia: è qui che l’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata coordina la complessa rete di sorveglianza entomologica regionale. Attraverso una mappatura capillare, nota come sistema del trappolamento, i laboratori foggiani analizzano i vettori per tracciare e anticipare le mosse del virus.



























