Una violenta lite sfociata nel sangue ha scosso la notte del 21 giugno scorso a San Nicandro Garganico. A distanza di quasi quattro mesi, un giovane di 20 anni, residente nel comune garganico, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari con la pesante accusa di tentato omicidio e porto ingiustificato di un coltello. Il provvedimento cautelare, emesso dal gip del Tribunale di Foggia su specifica richiesta della locale Procura della Repubblica, è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di San Nicandro Garganico, a coronamento di serrate indagini. Secondo la meticolosa ricostruzione di investigatori e inquirenti, al culmine di un’accesa discussione con un compaesano di 28 anni, l’indagato avrebbe estratto un coltello a serramanico da un marsupio, sferrando almeno tre fendenti che hanno raggiunto la vittima alla regione toracica e scapolare. La violenza non si sarebbe fermata nemmeno di fronte al tentativo di allontanarsi del 28enne, rincorso e colpito con un ulteriore fendente alle spalle. Solo il provvidenziale intervento di alcune persone presenti sul posto ha interrotto l’azione. Le condizioni del ferito apparvero subito critiche. Dopo i primi soccorsi presso il presidio sanitario locale, il giovane fu trasferito d’urgenza all’Ospedale di San Giovanni Rotondo, per sottoporsi a un delicato intervento chirurgico d’urgenza. Gli approfondimenti sanitari hanno poi confermato che le lesioni toraciche, in assenza di un tempestivo trattamento, avrebbero rappresentato un concreto pericolo per la vita del ventottenne. I militari dell’Arma hanno ricostruito l’accaduto incrociando i filmati dei sistemi di videosorveglianza, le dichiarazioni della persona offesa e dei testimoni, unitamente alla documentazione sanitaria. I gravi indizi di colpevolezza raccolti hanno incastrato il ventenne, il quale si trovava già ristretto nel carcere di Larino per un’altra causa e posto per questa vicenda ai domiciliari.