Per la Direzione Distrettuale Antimafia potrebbe esserci l’ex latitante Leonardo Gesualdo dietro il tentato omicidio di Ivan Narciso, il 36enne foggiano ferito a Foggia da una fucilata il 21 giugno del 2022 davanti all’uscio della sua abitazione, in viale Europa, dove era peraltro sottoposto agli arresti domiciliari per estorsione.
Il pubblico ministero della Dda ha infatti incaricato i Carabinieri del Ris di confrontare il dna di Gesualdo con quello che fu refertato poco dopo il grave ferimento di Narciso. E’ caccia, dunque, agli eventuali riscontri nel nuovo filone investigativo della Direzione Distrettuale Antimafia. Basi e movente di quell’agguato restano tuttavia al momento coperti dal segreto istruttorio. Leonardo Gesualdo, attualmente rinchiuso nel carcere di Caltanissetta, fu arrestato all’alba del 7 ottobre scorso dai Carabinieri, sorpreso nel sonno in un appartamento del Salice, alla periferia di Foggia, dove fu catturato dopo 5 anni di latitanza dopo essere sfuggito alla cattura a novembre del 2020 nel blitz “Decimabis” contro la mafia foggiana del pizzo. Gesualdo era accusato di associazione mafiosa, ritenuto affiliato al clan Moretti-Pellegrino-Lanza. In seguito fu condannato in primo grado a 12 anni di carcere.
Ivan Narciso a giugno del 2022 fu raggiunto ad una spalla da una fucilata. L’auto sulla quale viaggiava il potenziale killer fuggì poi scontrandosi frontalmente con un’altra vettura in cui rimase ferito un 92enne, morto qualche giorno dopo in seguito alle lesioni riportate in quel sinistro.




























