Arresto bis per 4 foggiani, tra cui Olinto Bonalumi, considerato il “Lupin” di Foggia per la sua capacità di organizzare colpi milionari. Ed è proprio un maxi furto da 15 milioni di euro nelle cassette di sicurezza del banco di Napoli di piazza Puglia, a Foggia, a fare scattare gli arresti nei confronti di Bonalumi e di altre tre persone, condannate in via definitiva per aver svaligiato l’istituto di credito foggiano nel week end tra il 9 e l’11 di marzo del 2012. In tre giorni, dopo aver disattivato i sistemi d’allarme, furono scassinate 165 delle 500 cassette di sicurezza presenti all’interno della banca. I ladri rubarono anche il video del colpo, evitando di lasciare segni di scasso. Dopo le condanne della Corte di Cassazione, è ora la Procura Generale di Bari a firmare i 4 ordini di carcerazione. Eseguito quello nei confronti del 67enne Olinto Bonalumi, considerato l’ideatore del colpo e condannato a 13 anni che si aggiungono ad altre condanne che fanno lievitare a 26 gli anni di detenzione da scontare. Fu catturato a gennaio del 2025 dopo quasi 4 anni di latitanza, il suo nome fu inserito dal ministero dell’Interno nell’elenco dei ricercati più pericolosi d’Italia. Arresto bis scattato anche per due ex guardie giurate, all’epoca dei fatti in servizio nell’istituto di credito, il 47enne Domenico Di Sapio e il 45enne Gennaro Rendine, entrambi condannati a 6 anni. Non è stato ancora rintracciato invece Federico De Matteis, l’uomo di 37 anni condannato ad una pena di 8 anni e che è ritenuto essere il braccio destro di Bonalumi. Tra i condannati c’è anche la 64enne Patrizia D i Biase. Si tratta della moglie di Bonalumi, accusata di aver riciclato parte del bottino. La riduzione della pena da 5 a 4 anni consente alla donna di evitare la detenzione e di chiedere una misura alternativa quale l’affidamento ai servizi sociali.



























