Alcuni giorni dopo l’assalto al portavalori del 6 novembre 2024 a Toritto, si presentò all’ospedale di Cerignola con una ferita d’arma da fuoco all’addome, sostenendo di non sapere chi e perché l’avesse ferito mentre si trovava in campagna. Per gli inquirenti invece, quella ferita sarebbe stata causata dal conflitto a fuoco con i vigilantes del mezzo blindato preso d’assalto da lui e la sua banda. Il cerignolano Biagio Barrasso, 42 anni, principale indagato dell’inchiesta scattata 10 luglio scorso sulla banda degli assalti a portavalori, sarà ascoltato dal gip di Bari domani, mercoledì 22 luglio, insieme ad altri cinque cerignolani per gli interrogatori preventivi. Il 10 luglio, oltre a Barrasso, sono state arrestate altre sei persone (altri tre cerignolani, due andriesi ed un bitontino), ma nel complesso gli indagati sono 16. Nei confronti dei sei cerignolani che verranno ascoltati nelle prossime ore, la Dda ha chiesto 4 arresti e 2 obblighi di firma per le accuse a vario titolo di associazione per delinquere, possesso illegale di armi, furto, ricettazione, false generalità. L’indagine è partita dal colpo al portavalori di Toritto del 6 novembre 2024, peraltro fallito perché l’esplosione incenerì quasi tutto il contante presente nella cassaforte, circa 1 milione e 200mila euro. Il “misterioso” ferimento di Barrasso diede la svolta alle investigazioni. Tra i 16 indagati c’è anche l’ex sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo, medico ospedaliero che in occasione del ricovero di Biagio Barrasso avrebbe consigliato ai familiari di non parlare col degente ma di comunicare solo tramite pizzini: i carabinieri avevano piazzato microspie e telecamere nella stanza del paziente. Dopo aver ascoltato i primi sei indiziati, se risponderanno, il gip deciderà se accogliere o meno le ulteriori richieste di misure cautelari avanzate dalla Direzione distrettuale antimafia. I pm hanno anche chiesto, tra le altre misure, l’obbligo di firma per Pasquale Pio Barrasso, fratello di Biagio, e per la cognata Giustina Pollice, moglie sempre del principale indagato. A dicembre 2025 Pasquale Pio avrebbe riferito di essere il fratello Biagio, su istigazione della cognata, mentendo sulle sue generalità durante un controllo delle forze dell’ordine. Biagio Barrasso in quel momento era sottoposto all’obbligo di dimora con divieto di uscire di casa dalle 21 alle 6.30.



























