Una cappa di calore asfissiante svuota le strade e impone ritmi di vita nuovi. Foggia, in triste compagnia di Cosenza, è la città più calda d’Italia. I termometri registrano numeri impietosi, ma è la temperatura percepita a spaventare, schizzata abbondantemente oltre i 40 gradi a causa di un’umidità opprimente che toglie il respiro e impedisce la naturale termoregolazione del corpo. E le previsioni non lasciano presagire nulla di buono per i prossimi giorni. L’atteso rinforzo del nuovo anticiclone africano rischia di rendere l’aria ancora più insopportabile. L’afa non dà tregua, trasformandosi in una vera e propria emergenza, in particolare per le fasce più fragili della popolazione come anziani, bambini e malati cronici. Strade semideserte anche se c’è chi non manca di sfidare l’asfalto rovente. Persiane abbassate per blindare il poco fresco nelle case e commissioni che vengono anticipate alle primissime ore del mattino. Al Pronto Soccorso del Riuniti lievitano gli accessi, soprattutto dei più fragili, a causa degli effetti collaterali del caldo. Una ottantina quelli registrati nelle ultime ore. Crescono anche i gesti di mutuo soccorso: una telefonata per controllare il vicino anziano, la spesa portata a domicilio. La parola d’ordine è resistere, in attesa che il clima dia tregua al Tavoliere.