Sfiora il milione di euro il risarcimento che la vedova di Gerardo Tarantino dovrà versare alla famiglia di Tiziana Gentile, la 48enne bracciante agricola sgozzata e ammazzata nella sua abitazione di Orta Nova, dove era isolata per il Covid, il 26 gennaio 2021. Lo ha stabilito il Tribunale civile di Foggia, accogliendo l’istanza presentata dal marito e dalle due figlie della vittima. La vicenda giudiziaria è segnata dal tragico epilogo del presunto omicida. Gerardo Tarantino, fermato dai carabinieri il giorno del delitto sulle scale del palazzo con le mani sporche di sangue, si era sempre dichiarato innocente. Il 3 aprile 2021, a distanza di meno di 3 mesi dalla morte di Tiziana Gentile, il 46enne si tolse la vita nel carcere di Foggia, determinando l’inevitabile archiviazione del processo penale, che non consentì di accertare il movente del fatto di sangue. La battaglia per la giustizia si è così spostata in sede civile. Il giudice Giacoma Fanizza ha quantificato il danno complessivo in 948 mila euro, 688 dei quali andranno alle due figlie e 260mila euro al marito della vittima. Sono stati invece esclusi dal risarcimento i figli di Tarantino, avendo rinunciato formalmente all’eredità paterna: l’onere ricade dunque solo sulla vedova. Fondamentale il principio giuridico applicato nella sentenza. La difesa contestava l’assenza di una condanna penale definitiva per procedere al pagamento. Il Tribunale ha chiarito che nel processo civile vige il criterio del “più probabile che non”: i gravi indizi raccolti sono stati giudicati ampiamente sufficienti per provare civilisticamente la responsabilità di Tarantino, rendendo legittima la pretesa risarcitoria.




























