Un’intera comunità, quella di Candela, mobilitata e una forte protesta stamane davanti alla sede della Provincia di Foggia per fermare il progetto del mega-impianto per il trattamento di rifiuti e fanghi previsto nella zona Pip del piccolo centro sui Monti Dauni. La mobilitazione, guidata dal comitato “del no” nato il 1 ottobre, ha già superato le mille adesioni. A fare squadra anche altri centri limitrofi, tutti uniti per ribadire il no ad una centrale che i cittadini temono possa generare un grave impatto ambientale.

Dal comitato viene evidenziato un carico eccessivo, vista la presenza di un polo a biometano a solo 1 chilometro e mezzo dal centro abitato. L’allarme riguarda i miasmi insopportabili dei fanghi che, spinti dal vento, raggiungerebbero le case. Si stima inoltre un crollo del valore degli immobili e un traffico insostenibile: 80 passaggi giornalieri di compattatori, con ripercussioni anche sui comuni vicini come Ascoli Satriano. Nel giorno della conferenza di servizio il territorio non arretra.