Si è aperto oggi davanti alla Corte d’Assise di Foggia il processo a carico di Ciro Caliendo, l’imprenditore vitivinicolo accusato dell’omicidio volontario premeditato della moglie Lucia Salcone, morta nell’incendio della propria auto il 27 settembre 2024 nelle campagne di San Severo. Mentre i genitori e i cinque fratelli della vittima si sono costituiti parte civile, diversa è stata la scelta dei figli della coppia, i quali hanno scelto di non farlo. Quello che si preannuncia è un dibattimento complesso, celebrato con rito immediato, che vedrà sfilare circa 150 testimoni. L’impianto della Procura dipinge un quadro diametralmente opposto alla tesi del tragico incidente stradale sostenuta dall’imputato (difeso dagli avvocati Laforgia e Moffa). Secondo l’accusa, Caliendo, che respinge ogni addebito, avrebbe colpito la moglie alla testa, appiccando poi il fuoco alla vettura. Le perizie medico-legali indicherebbero che la donna fosse ancora viva al momento del rogo. Il presunto movente sarebbe legato al desiderio dell’uomo di rifarsi una vita con un’altra partner evitando i costi della separazione. Il processo entrerà nel vivo il prossimo 6 novembre con l’ascolto dei primi agenti della Polizia Stradale.




























