Da cacciatore di taglie a Questore. Un ritorno atteso, nel segno della profonda conoscenza del territorio e dell’impegno civile. A tredici anni dal suo ultimo incarico in terra dauna, Alfredo Fabbrocini si è insediato stamane ufficialmente. Non un volto nuovo per la Capitanata, ma un investigatore di razza che, alla guida della Squadra Mobile dal 2010 al 2013, ha inferto colpi durissimi alla criminalità organizzata. Porta la sua firma la cattura del superlatitante garganico Giuseppe Pacilli, così come la storica operazione “Romanzo Criminale”, che smantellò una spietata organizzazione di Manfredonia. Reduce dall’importante lavoro svolto nella provincia di Barletta-Andria-Trani, Fabbrocini torna in una realtà che lo ha accolto con grandi aspettative e che ripone in lui oggi tante speranze. Il suo primo messaggio, tuttavia, va oltre il protocollo istituzionale per trasformarsi in un forte appello alla comunità: il neo Questore ha esortato i cittadini a riscoprire il “senso di rivalsa” e la “capacità di indignazione”. Ha chiesto apertamente l’aiuto della gente per bene, consapevole della squadra per cui ha scelto di combattere. Una chiamata alla legalità che segna ufficialmente l’avvio di un nuovo capitolo.





























