La Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ha chiuso il cerchio su una presunta spietata organizzazione criminale specializzata in assalti ai furgoni portavalori. Sono sedici le persone indagate, di cui tredici originarie di Cerignola, accusate a vario titolo di associazione per delinquere, rapina aggravata dal metodo mafioso, reati in materia di armi e favoreggiamento.
Al centro della maxi-inchiesta spicca il violento assalto del 6 novembre 2024 a Toritto. Un commando, armato di Kalashnikov, prese di mira un blindato della Battistolli. L’esplosione, innescata per forzare il portellone, generò un incendio che distrusse quasi interamente il milione e 200mila euro trasportato. Durante quel conflitto a fuoco rimase ferito uno dei presunti rapinatori, il cerignolano Biagio Barrasso.
Ed è proprio attorno al suo ricovero all’ospedale Tatarella che emerge un dettaglio che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati, con l’accusa di favoreggiamento, l’ex sindaco di Cerignola, Antonio Giannatempo. Per investigatori e inquirenti avrebbe facilitato visite irregolari al ferito e suggerito ai familiari di comunicare solo con carta e penna, per eludere le microspie piazzate dai carabinieri.
L’indagine ha inoltre evidenziato il ruolo di Michele Piarulli, storico esponente della criminalità locale, che avrebbe garantito il “nulla osta” mafioso all’operazione. Il gruppo, per quanto ricostruito, non intendeva peraltro fermarsi: nel mirino c’erano già altri colpi nel Brindisino e nel Barese. L’impianto accusatorio, rafforzato dalle parole di due pentiti della mafia garganica, si prepara ora al vaglio giudiziario. Le difese avranno 20 giorni per rispondere, mentre per due dei presunti banditi continua la latitanza.



























