Per quelle che sono le ipotesi investigative, i sicari di Antonello Scirpoli, il 35enne ucciso con colpi di fucile in località Defensola, a Vieste, nei pressi della sua abitazione, conoscevano bene i suoi movimenti ed i suoi orari. Scirpoli è stato freddato da sei fucilate, poco dopo le 22, l’orario entro il quale era obbligato a rientrare per rispettare quelle che erano le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. Ad indagare sul fatto di sangue che riaccende i riflettori sulla città di Vieste e con essi la paura di essere dinanzi ad una nuova esclation criminale, è la Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Per quanto emerso, pare che lo stesso Antonello Scirpoli avrebbe voluto chiedere un’estensione dell’orario di rientro per poter lavorare nel settore alberghiero. La sera dell’agguato, per quanto ricostruito, avrebbe passato alcune ore in una pizzeria gestita dalla sua compagna. I carabinieri hanno nel frattempo eseguito numerose perquisizioni ed ascoltato conoscenti e familiari della vittima. Scirpoli fu condannato a giugno di due anni fa a 5 anni di reclusione per favoreggiamento aggravato dal metodo mafioso. Per quelle che furono avrebbe favorito la latitanza di Gianluigi Troiano, ex braccio destro di Marco Raduano. Sia Troiano che l’ex boss di Vieste hanno poi scelto di collaborare con la giustizia. Scirpoli era invece accusato di aver accompagnato la moglie di Troiano ad un incontro con l’ex latitante.