Un “abuso scriteriato delle funzioni pubbliche”. E’ con questa motivazione che la Corte dei conti di Bari ha condannato quattro impiegati delle Commissioni tributarie di Foggia a pagare complessivamente 69 mila euro al Ministero delle Finanze per il grave danno d’immagine arrecato all’amministrazione. La sentenza rappresenta l’ultimo capitolo dell’inchiesta penale “Giustizia privata” del 2017, che svelò quello che a parere degli inquirenti fu un sistema corruttivo radicato: tra il 2013 e il 2017 diversi verdetti sarebbero stati pilotati in cambio di mazzette variabili tra 500 e 10 mila euro. Il presunto giro illecito coinvolse 22 persone. I quattro funzionari foggiani, in sede penale, avevano già optato per il patteggiamento con pene sospese fino a due anni. Oggi la giustizia contabile presenta il conto. Nicola Cardellino, ex segretario della Commissione regionale, dovrà versare 28 mila euro. Vittorio Marinaccio, già segretario della Provinciale, pagherà 23 mila euro. Sanzionati anche gli impiegati Gennaro Insalata e Domenico Laricchia, rispettivamente per 12.500 e 5 mila euro. La Procura aveva invocato 147mila euro di risarcimento, contestando anche il danno “da disservizio”, dichiarato però prescritto su istanza delle difese. Resta confermato il danno d’immagine: per i giudici i condannati hanno agito con «sostanziale noncuranza dei propri doveri», piegando la giustizia agli interessi privati e causando un profondo discredito all’intero ufficio territoriale.


























