Una clamorosa rottura, uno strappo senza precedenti. L’Associazione “Giovanni Panunzio”, che porta il nome dell’imprenditore ucciso a Foggia dalla mafia nel 1992, rompe ufficialmente i ponti con l’Amministrazione comunale. In vista del 34esimo anniversario dell’omicidio dell’edile che disse no al racket, l familiari e componenti dell’associazione hanno annunciato la diserzione totale dalle commemorazioni istituzionali del 6 novembre. Nessun rappresentante presenzierà davanti alla controversa stele presso il parcheggio di via Zuretti, né assisterà allo spettacolo teatrale organizzato dal Comune. Una frattura netta, motivata da quelli che l’associazione definisce atteggiamenti di “supponenza, fastidio e livore” dell’attuale Giunta comunale di Foggia. Sotto accusa, in una pesante nota, le dichiarazioni ritenute “irricevibili e offensive” pronunciate dall’Assessore alla Legalità De Santis e il costante silenzio della Sindaca Episcopo sulla richiesta di un luogo di memoria più dignitoso. L’assegnazione della nuova sede, ottenuta dopo due anni di stasi solo grazie alle pressioni, dicono, del consigliere Angiola, non ha risanato i rapporti. Ad esacerbare il clima è intervenuta una recente diffida dell’Avvocatura comunale, definita “priva di fondatezza” e pronta a essere contestata. L’Associazione, che per il momento preferisce evitare microfoni e telecamere, rivendica questa scelta di rottura come un atto di radicalità e dignità. Svincolata da logiche di potere, continuerà a portare avanti la lotta antimafia in totale autonomia, attendendo che si concretizzino condizioni migliori per onorare l’eredità morale di Giovanni Panunzio.